Come si fa il vino rosato

Potrai anche sapere come si fa il vino bianco o come si fa il vino rosso, ma non puoi avere la coscienza a posto se non sai come si fa il vino rosato (o rosé se vogliamo essere più eleganti).

L’uva 

Il vino deriva dall’uva, quindi per prima cosa serve l’uva. Quale?

Quando ti ho raccontato come si fa il vino rosso, ti ho spiegato che il colore del vino deriva da una parte specifica dell’acino: la buccia.

Per il vino rosato è la stessa cosa, è sempre la buccia che rilascia il colore.

In questo caso però, non si vuole che tutto il colore venga assorbito dal vino, quindi l’enologo deve fare in modo che le bucce rimangano a contatto con il mosto giusto il tempo per ottenere il colore rosato.

Il processo

Le vie del Signore per il rosato sono principalmente due.

1. La pressatura diretta

Una volta raccolta, l’uva viene messa in una pressa pronta per essere schiacciata… ma non subito!

La si lascia lì per qualche ora, in modo che il succo dell’uva assorba un po’ di colore. Quando la tonalità aggrada il boss, si comincia a pressare l’uva per separarla dalle bucce ed interrompere l’estrazione.

2. Il salasso

Il nome deriva proprio dalla pratica usata in passato di togliere del sangue a un paziente per guarirlo (chissà come).

In questo caso, si riferisce al fatto che mentre si sta facendo il vino rosso, fermentando il mosto insieme alle bucce, si estrae una parte del succo e si mette da parte. Il breve contatto lascia al vino un colore rosato intenso.

In entrambi i casi, ottenuto il mosto senza bucce si procede alla fermentazione.

Trova le differenze

Potrebbe essere che tu non abbia colto le differenze tra i due metodi di produzione, così te le spiego meglio.

Il primo metodo, quello della pressatura diretta, ha come prodotto finale un vino rosato dal colore tenue.
L’uva è raccolta per questo scopo e quindi tutto il processo è ottimizzato per farlo al meglio.

Il secondo metodo, quello del salasso, permette di ottenere sia un vino rosato, sia un vino rosso (la parte di mosto che rimane dentro con le bucce). Questa tecnica è usata per produrre rosato, ma il vero scopo probabilmente è concentrare il colore del vino rosso variando il rapporto bucce/mosto.

In Puglia c’è la maggior produzione di vini rosati italiani

Il colore delle bottiglie

Come per il vino bianco e rosso, il rosato può affinare per poco o tanto tempo una volta finita la fermentazione. Dipende da cosa l’enologo vuole ottenere.

Un fatto curioso però riguarda l’imbottigliamento. Studi vari di marketing hanno rivelato che al momento dell’acquisto, il bevitore è influenzato dal colore del vino rosato, così tutti usano bottiglie dal vetro trasparente, non l’ideale per conservare una bottiglia chiusa.

Prova a pensarci, hai mai visto un rosato in una bottiglia dal vetro scuro?

Il mondo del rosé è un mondo a parte. Il rosé è un vino particolare, difficile da fare bene ma soprattutto versatile per ogni occasione. In questo articolo ho affrontato solo le basi su come fare il rosé, per un approfondimento leggi l’articolo che ho scritto per Into The Rosé, l’unico blog dedicato esclusivamente al rosé. Clicca qui

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