Come si fa il vino bianco

Una volta era più facile, tutti i nonni facevano il vino in casa e tutti sapevano come si fa il vino bianco. Adesso che questa tradizione si è persa, non ti preoccupare, ti spiego io come si fa il vino bianco.

L’uva 

Il vino deriva dall’uva, quindi per prima cosa serve l’uva. Quale?

Per fare il vino bianco si usa l’uva bianca, ma non solo! Infatti, quasi tutte le varietà di uva rossa hanno la polpa incolore, come l’uva bianca. Quindi, se l’uva rossa viene spremuta e separata dalle bucce si ottiene un vino bianco. Al contrario, se l’uva bianca viene lasciata a contatto con le bucce, non si otterrà un vino rosso, ma un vino definito orange (hai mai sentito parlare di orange wine?).

In base alla tipologia dell’uva di partenza si avrà un vino blanc de blancs o blanc de noirs.

Il processo

Abbiamo capito che, una volta raccolta, l’uva viene spremuta per separarla dalle bucce. Nella preistoria si faceva con i piedi, ora per fortuna non più. Sotto le direttive dell’enologo, si impostano le presse che hanno il compito di schiacciare l’uva e filtrarne il liquido attraverso delle griglie.

Più alta è la pressione esercitata dalle presse sull’uva, minore sarà la qualità del mosto che ne esce

Man mano che si ottiene il succo, che prende il nome di mosto, lo si raccoglie dentro delle vasche termostatate e si procede alla fermentazione.

L’affinamento

Quando tutto lo zucchero è diventato alcol, il vino è pronto… per riposare.

Inizialmente, si fanno decantare tutti i semi, le bucce e la polpa più grossolana che le presse non hanno filtrato. Una volta che il vino si è illimpidito un po’, lo si travasa in un’altra vasca o in botti di legno.

Inizia così il periodo di affinamento, che permetterà al vino di maturare. In base alla tipologia di vino che si vuole ottenere, il periodo di riposo è più o meno lungo e può andare da qualche giorno a qualche anno.

L’imbottigliamento

Quando il vino ha raggiunto l’evoluzione desiderata, si procede a filtrarlo e imbottigliarlo.

Anche dopo l’imbottigliamento, solitamente, si fa riposare il vino per qualche settimana in bottiglia. La filtrazione e ogni operazione meccanica che sballotta il vino, ne rompono la struttura e un po’ di riposo gli fa bene per riprendersi.

Sì, fa ridere ma è così. Alla fine se si dice che il vino è vivo ci sarà un motivo, non trovi? 😉

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